Articoli con tag rai

Innocenzi fuori dall’Agcom

Finalmente dimesso.

Agcom è l’acronimo di Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni. E’ un’autorità amministrativa indipendente, ed è stata istituita in Italia con la legge 249 del 1997 (la cosiddetta legge Maccanico). Ha sede a Napoli e svolge una funzione di controllo nel mercato delle telecomunicazione. In particolare, dovrebbe vigilare sulla corretta applicazione dell’articolo 21 della Costituzione. Altri importanti compiti dell’Agcom sono il controllo di posizioni dominanti, la promozione di accordi tra operatori e la promozione dello sviluppo tecnologico e dell’offerta. Gli organi dell’Autorità sono il Presidente, la Commissione per le infrastrutture e le reti, la Commissione per i servizi e i prodotti, e il Consiglio. Nonostante la presunzione di indipendenza i membri di questo organo vengono scelti in proporzione al peso che i vari partiti hanno in Parlamento: quattro commissari dell’Agcom vengono scelti dalla Camera, e quattro dal Senato. Il Presidente invece viene proposto direttamente dal presidente del Consiglio. da Il Fatto Quotidiano

, , , , , ,

Nessun commento

Il “Barbarossa” targato lega

Tutto ‘sto circo di regime è costato una trentina di milioni di dollari, la Rai (cioè noi) ha messo il 40 per cento, il ministero dei Beni Culturali (cioè noi) il 10 per cento. Esce in trecento sale. La mia recensione è questa: aridatece Leni Riefenstahl. Sottotitolo: «Chi va a vederlo è un pirla». Oppure un complice.
Alessandro Robecchi sul manifesto di oggi

, , , , , , , ,

Nessun commento

Annozero giovedì 24, e la RAI non lo dice a nessuno

, , ,

Nessun commento

L’Italia di Berlusconi

“Berlusconi di fatto ha modificato l’Italia a colpi di tette e di culi”.
Erik Gandini, autore del documentario Videocracy, presente al Festival di Venezia.

La Rai non ha trasmesso il promo del film: “la Rai non si fa scrupoli ad ammettere che la censura è dovuta al fatto che lo spot veicola «un inequivocabile messaggio politico di critica al governo». Nella Rai di oggi è permessa solo l’apologia del premier. Inequivocabile”. Il manifesto, 28 agosto 2009

, , ,

Nessun commento

Spoils system

La radio vira tutta a destra con Bruno Socillo, uomo di An, direttore della Divisione Radiofonia al posto di Marcello Del Bosco (storico dirigente di area Pd); premiato un altro giornalista al seguito di Berlusconi: Antonio Preziosi, direttore del Gr e di RadioUno al posto di Antonio Caprarica (sia lui che Del Bosco non hanno destinazione con la formula «a disposizione del direttore»). La radio è «spacchettata»: Flavio Mucciante (Udc) è condirettore per il Gr2 e direttore di RadioDue; Marino Sinibaldi (area Pd) direttore di RadioTre (unici due votati all’unanimità).
L’Unità 4 agosto 2009
radiobalilla

,

1 Commento

Telefusioni

Su Sky, per ora, resteranno solo i canali Rai in chiaro ma è già in previsione un progressivo spegnimento di Raiuno, Raidue e Raitre. Probabili, intanto alcuni “buchi” nel palinsesto, ad esempio per quei programmi per i quali sono stati pagati i diritti: a cominciare dalla partita della nazionale italiana a settembre contro la Georgia che gli abbonati Sky difficilmente riusciranno a vedere. La Rai perde 50 milioni di euro l’anno, e non si è nemmeno preoccupata di fare una controproposta a Sky. Un bel regalo a Mediaset: «In un solo colpo l’azienda del premier ridimensiona Sky privandola dell’offerta Rai e si lega al servizio pubblico [in Tivusat] “berlusconizzandolo”». Ora tutti si svegliano (Garimberti, Zavoli) e criticano il dg Masi (assente per un intervento alla retina). Magari si poteva fare qualcosa prima del giorno dopo. O no? Fanculo, torneremo la sera a far filò nelle stalle, e i più fortunati “l’amore nelle vigne”.
il-caos-televisivo-italiano

, , , ,

4 Commenti

Bye bye Rai

Sky gioca d’anticipo e rompe la trattativa con la Rai per il rinnovo del contratto RaiSat. La tv pubblica perde 350 milioni in sette anni. «In seguito alla scadenza del contratto tra Sky e Rai, domani (oggi) sarà l’ultimo giorno in cui i canali tematici di Raisat – Raisat extra, Premium, Smash girls, Voyo, Cinema, oltre aGambero rosso nella versione Raisat – faranno parte dell’offerta a pagamento di Sky». RaiUno, Due e Tre al momento resteranno. Per Mediaset nessun cambiamento.

, ,

Nessun commento

La televisiun

1. Il passaggio al digitale terrestre è d’obbligo: l’analogico è obsoleto come le gonnellone, gli zoccoli col pelo e il commodore 64.
2. Il segnale digitale coprirà l’intera penisola non prima del 2012. Per quanto riguarda il Veneto si parla del secondo semestre del 2010.
3. Il digitale terrestre utilizza, come via d’entrata, la vecchia cara antenna. Meglio se non troppo vecchia.
4. Il segnale digitale deve essere decodificato, perciò: o si possiede una televisione nuova ed attrezzata, o ci si compra un decoder. Oppure si va al cine.
5. Sul digitale terrestre italiano è zompato, in tempi in cui ancora sembrava una inutile fantascienza, Silvio Berlusconi: nel 2005 il suo governo faceva sconti sull’acquisto dei decoder del fratello Paolo, a spese dello stato.
6. Sky è oggi il nemico televisivo numero uno di Silvio. Perciò dal 31 luglio assisteremo ad alcune piccole rivoluzioni. La Rai, Mediaset e La7 spariranno da Sky. Sky in compenso apre nuovi canali (cioè, uno almeno: Sky Cinema Italia canale 314, più un riassetto di Cult che passerà al 319).
7. La Rai, Mediaset e La7 si sono affratellate in una società che si chiama – ma dai! – Tivù. Sarà lei a prendersi cura della nostra dipendenza da digitale. La società è per il 48% della Rai (cioè delle istituzioni cioè di Berlusconi), un altro 48 di Mediaset (cioè di Berlusconi). Il restante 4% è de La7. Sarà stato per ottenere questa poderosa percentuale che La7 ha fatto sapere alcuni mesi fa che l’anno prossimo Crozza sarà dimezzato o peggio? Trattasi comunque di un bell’esempio di pluralismo all’italiana: io, mammeta e tu.
8. Allo stato attuale, i residenti nel Veneto che desiderassero guardare i canali Rai o Mediaset o La7 possono:

a. adattarsi alla visione analogica di non altissima qualità, finché la suddetta dura (seconda metà del 2010)
b. comprare un decoder – da oggi in commercio !!! – che supplisce all’assenza temporanea del segnale digitale: è il decoder che ti consentirà quel che fino a ieri ti consentiva Sky, ovvero vedere la Rai, Mediaset e La7 da satellite. E’ ovviamente un decoder che, almeno per la tecnologia dedicata al satellitare, potremo buttare l’anno prossimo quando il digitale sarà attivo. Il decoder va acquistato con soldi propri ma non richiede forzatamente l’acquisto di un abbonamento, a patto di accontentarsi dei programmi “in chiaro”.

La notizia veramente confortante è che – a quanto pare – la parabola (se già uno ce l’aveva per Sky) non va riorientata. Diavolo, vi rendete conto?

Nel 2012, anno in cui il digitale terrestre avrà steso le sue ali di pipistrello su tutto lo stivale, probabilmente la televisione si avvierà a viaggiare sempre più su internet. Quindi il suggerimento è: non comprate nessun decoder, ripeto non comprate decoder ma semmai dvd o alla peggio libri. E se il caldo tropicale ve ne lascia l’energia, recedete dall’abbonamento Rai, nel caso in cui ne foste ancora ingenuamente intestatari.

, , , , , , ,

3 Commenti

Guido Rossa di Giuseppe Ferrara

Stasera in tv:
guido-rossa

, , , ,

1 Commento

Il piccolo Sofri, infimo e marito affettuoso

Luca Sofri, figlio del più noto Adriano, gestisce un blog piuttosto seguito e parecchio sgradevole.
Inoltre è felicemente sposato con Daria Bignardi, modesta conduttrice dell’Era Glaciale.
Qualche tempo fa, l’intervento già filmato di Vauro e Beatrice Borromeo alla trasmissione venne bloccato con una censura dall’alto. Marco Travaglio denunciò l’acquiescenza della conduttrice. Ora il di lei marito sferra un attacco contro Travaglio, colpevole di aver rimarcato la verità.
Riportiamo il botta e risposta tra blog.

***

Wittgenstein (Luca Sofri)

Aggiungerei: pirla

Ci sono tre tratti che contraddistinguono il lavoro dello pseudogiornalista Travaglio da sempre: incompetenza, malafede e vigliaccheria. Ormai sono visibili ai più, anche a quelli che si erano un tempo lasciati ingannare dalla sua supponenza. Quindi non ci tornerei, per amor di me stesso, se non fosse che la sua vigliaccheria si esprime stavolta nei confronti di un amore a me più importante.

un mese fa, con la scusa della par condicio Daria Bignardi tagliò l’intevista a Vauro e a Beatrice Borromeo, ma giurò di trasmetterla nell’ultima puntata dell’Era Glaciale: infatti, nell’ultima puntata ha intervistato Mario Calabresi, Massimo Lolli, Vittorio Malingri e Morgan. Vergogniamoci per lei

Bugiardo e falso, Travaglio attribuisce a Daria Bignardi il taglio dell’intervista, che sa essere stata una scelta del direttore di RaiDue, ovvero del suo stesso direttore di Anno Zero, che Travaglio non ha il fegato nemmeno di citare. Bugiardo falso e stupido, Travaglio ritiene che Daria Bignardi abbia trovato una “scusa” per tagliare un’intervista che aveva scelto di fare lei stessa. Bugiardo e falso e vile, Travaglio si inventa che Daria Bignardi abbia “giurato” che l’intervista sarebbe stata trasmessa nell’ultima puntata: e anche in questo dirotta dove gli è più facile le accuse che ha paura di fare ad Antonio Marano, anche perché Marano lo prenderebbe a ceffoni visto che simile promessa non l’ha mai fatta nemmeno lui. Bugiardo e falso e incompetente, Travaglio non sa o finge di non sapere che la par condicio termina con i ballottaggi e che quindi nessuno avrebbe mai potuto annunciare quell’intervista per l’ultima puntata: Marano annunciò infatti che sarebbe andata in onda su RaiDue una volta finita la par condicio. Ma di Marano Travaglio non osa neanche fare il nome, ora che ha una poltrona in prima serata da tenersi stretta e il gessato che gli si addice.

Poi uno si chiede come abbia fatto a perdere una querela da Cesare Previti.

***

Voglioscendere (Marco Travaglio)

Ancora sulla censura della Bignardi a Vauro e a Beatrice Borromeo

Tale Luca Sofri, nel suo blog, mi dà del “pirla”, ”bugiardo”, “falso”, “stupido”, “incompetente”, “vile”, e “vigliacco” in “malafede” perché ho osato ricordare che Daria Bignardi aveva promesso di trasmettere l’intervista, a suo tempo censurata, a Beatrice Borromeo e a Vauro, prima della fine del ciclo dell’“Era glaciale” e si è poi rimangiata la parola data. L’Era glaciale è finita venerdì sera, ma l’intervista censurata non è andata in onda nemmeno ora che le elezioni europee sono passate.
Scrive il poveretto che la censura è “stata una scelta del direttore di RaiDue, ovvero del suo stesso direttore di Anno Zero, che Travaglio non ha il fegato nemmeno di citare”. Insomma, io avrei “paura di fare accuse ad Antonio Marano, anche perché Marano lo prenderebbe a ceffoni… Di Marano, Travaglio non osa neanche fare il nome, ora che ha una poltrona in prima serata da tenersi stretta e il gessato che gli si addice”.

Questo pover’uomo ignora che sono stato il primo a denunciare la decisione di Marano di chiudere il programma di Massimo Fini, “Cyrano”, prima sull’Unità e poi nel primo capitolo del libro “Regime”. Ignora pure che un mese fa, quando Marano ordinò il taglio dell’intervista a Beatrice e a Vauro e la Bignardi servilmente si piegò alla censura, scrissi sull’Unità quanto segue: “Si attende da una settimana che la Commissione di Vigilanza e il Cda Rai, ma anche le ‘authority’ e i ‘comitati etici’ dicano qualcosa, una parola non di più, sulla censura subìta da Vauro e Beatrice Borromeo all’”Era glaciale” a opera del direttore Marano e nel silenzio della cosiddetta conduttrice Daria Bignardi. Che poi è la versione giornalistica di Lorena Bianchetti. In Spagna avrebbe qualche problemino, ma in Italia Daria Sbianchetti farà un carrierone”.

E’ la Bignardi, non certo io, a temere di contraddire Marano. E’ lei, non io, a temere per la sua comoda poltroncina. Io non vado in onda perché Marano mi abbia ingaggiato, strappandomi a suon di centinaia di migliaia di euro a La7: io vado in onda perché mi ha chiamato Santoro, che a sua volta va in onda grazie alle sentenze dei giudici di Roma, a dispetto dei vertici Rai che si sono opposti in ogni modo giudiziariamente al reintegro di Michele epurato dall’editto bulgaro. Marano non s’è mai permesso, in tre edizioni di Annozero, di censurare alcunchè: forse perché aveva di fronte un Santoro, non una Bignardi.

Questo omuncolo sostiene che mi sarei inventato la promessa della Bignardi di trasmettere l’intervista censurata nell’ultima puntata dell’”Era glaciale”, e fingerei di non sapere che “la par condicio termina con i ballottaggi”. Cito testualmente le parole della Bignardi: “Sempre che ancora vi interessi sentir parlare di Noemi eccetera, quel che è stato detto lo potrete sentire dopo le elezioni, quando sarà trasmessa, ma non aspettatevi chissà che. Io poi spero che avremo altro di cui discutere, dopo le elezioni. Ma non ci conto molto”. Siccome la Bignardi sapeva benissimo che il suo programma sarebbe finito il 12 giugno, l’unica puntata utile “dopo le elezioni” era appunto quella del 12 giugno, e il riferimento alle “elezioni” non poteva che riguardare le europee del 6-7 giugno. I ballottaggi infatti erano fissati per il 21, ben oltre la chiusura del suo programma. Non ho costretto io la Bignardi a mentire, promettendo una cosa che sapeva di non voler o di non poter fare. L’ha fatto lei, sua sponte.

Confermo, con buona pace del Sofri minore, che quella della “par condicio” elettorale e dell’assenza di “contraddittorio” era una penosa “scusa” per adeguarsi al diktat di Marano. Infatti la Bignardi ha intervistato, in periodo di par condicio, politici come il ministro Zaia e altri senz’alcun contraddittorio. Se poi si temeva che le frasi di Vauro e Beatrice su Berlusconi potessero turbare la campagna elettorale, quel timore (peraltro ridicolo) poteva valere per le elezioni europee in cui Berlusconi era candidato (peraltro ineleggibile), non certo per il referendum o per i ballottaggi delle amministrative, dove Berlusconi non è candidato.

Il poverino conclude: “Poi uno si chiede come abbia fatto (Travaglio) a perdere una querela da Cesare Previti”. Purtroppo gli sfugge la differenza fra una querela (ramo penale) e una causa per risarcimento danni (ramo civile). La prossima volta, prima di avventurarsi su terreni tanto impervi, questo piccolo analfabeta potrebbe rivolgersi a chi, in famiglia, di penale deve intendersi per forza.

A proposito di famiglia, dimenticavo: si sapeva che Luca Sofri è il marito di Daria Bignardi; ora sappiamo che è pure il suo Ghedini personale.
Marco Travaglio

, , , , , , , , , ,

1 Commento