Articoli con tag annozero

Innocenzi fuori dall’Agcom

Finalmente dimesso.

Agcom è l’acronimo di Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni. E’ un’autorità amministrativa indipendente, ed è stata istituita in Italia con la legge 249 del 1997 (la cosiddetta legge Maccanico). Ha sede a Napoli e svolge una funzione di controllo nel mercato delle telecomunicazione. In particolare, dovrebbe vigilare sulla corretta applicazione dell’articolo 21 della Costituzione. Altri importanti compiti dell’Agcom sono il controllo di posizioni dominanti, la promozione di accordi tra operatori e la promozione dello sviluppo tecnologico e dell’offerta. Gli organi dell’Autorità sono il Presidente, la Commissione per le infrastrutture e le reti, la Commissione per i servizi e i prodotti, e il Consiglio. Nonostante la presunzione di indipendenza i membri di questo organo vengono scelti in proporzione al peso che i vari partiti hanno in Parlamento: quattro commissari dell’Agcom vengono scelti dalla Camera, e quattro dal Senato. Il Presidente invece viene proposto direttamente dal presidente del Consiglio. da Il Fatto Quotidiano

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emozioni forti

Il medico ha vietato a Berlusconi di vedere Annozero. Mi chiedo se gli permette di andare a letto con le veline minorenni.

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Annozero giovedì 24, e la RAI non lo dice a nessuno

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La puntata censurata, trasmessa ieri notte su Rai Due

La puntata dell’Era Glaciale, censurata due mesi e mezzo fa, con Vauro e Beatrice Borromeo. Non pare che Luca Sofri abbia dato notizia nel suo blog di questa tardiva trasmissione. In effetti la moglie Daria nella puntata si arrampica a disagio, non è un bel vedere e dato che la famiglia innanzitutto, Wittgenstein ha preferito tacere.

Prima Parte
Seconda Parte
Terza Parte
Quarta Parte

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Il piccolo Sofri, infimo e marito affettuoso

Luca Sofri, figlio del più noto Adriano, gestisce un blog piuttosto seguito e parecchio sgradevole.
Inoltre è felicemente sposato con Daria Bignardi, modesta conduttrice dell’Era Glaciale.
Qualche tempo fa, l’intervento già filmato di Vauro e Beatrice Borromeo alla trasmissione venne bloccato con una censura dall’alto. Marco Travaglio denunciò l’acquiescenza della conduttrice. Ora il di lei marito sferra un attacco contro Travaglio, colpevole di aver rimarcato la verità.
Riportiamo il botta e risposta tra blog.

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Wittgenstein (Luca Sofri)

Aggiungerei: pirla

Ci sono tre tratti che contraddistinguono il lavoro dello pseudogiornalista Travaglio da sempre: incompetenza, malafede e vigliaccheria. Ormai sono visibili ai più, anche a quelli che si erano un tempo lasciati ingannare dalla sua supponenza. Quindi non ci tornerei, per amor di me stesso, se non fosse che la sua vigliaccheria si esprime stavolta nei confronti di un amore a me più importante.

un mese fa, con la scusa della par condicio Daria Bignardi tagliò l’intevista a Vauro e a Beatrice Borromeo, ma giurò di trasmetterla nell’ultima puntata dell’Era Glaciale: infatti, nell’ultima puntata ha intervistato Mario Calabresi, Massimo Lolli, Vittorio Malingri e Morgan. Vergogniamoci per lei

Bugiardo e falso, Travaglio attribuisce a Daria Bignardi il taglio dell’intervista, che sa essere stata una scelta del direttore di RaiDue, ovvero del suo stesso direttore di Anno Zero, che Travaglio non ha il fegato nemmeno di citare. Bugiardo falso e stupido, Travaglio ritiene che Daria Bignardi abbia trovato una “scusa” per tagliare un’intervista che aveva scelto di fare lei stessa. Bugiardo e falso e vile, Travaglio si inventa che Daria Bignardi abbia “giurato” che l’intervista sarebbe stata trasmessa nell’ultima puntata: e anche in questo dirotta dove gli è più facile le accuse che ha paura di fare ad Antonio Marano, anche perché Marano lo prenderebbe a ceffoni visto che simile promessa non l’ha mai fatta nemmeno lui. Bugiardo e falso e incompetente, Travaglio non sa o finge di non sapere che la par condicio termina con i ballottaggi e che quindi nessuno avrebbe mai potuto annunciare quell’intervista per l’ultima puntata: Marano annunciò infatti che sarebbe andata in onda su RaiDue una volta finita la par condicio. Ma di Marano Travaglio non osa neanche fare il nome, ora che ha una poltrona in prima serata da tenersi stretta e il gessato che gli si addice.

Poi uno si chiede come abbia fatto a perdere una querela da Cesare Previti.

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Voglioscendere (Marco Travaglio)

Ancora sulla censura della Bignardi a Vauro e a Beatrice Borromeo

Tale Luca Sofri, nel suo blog, mi dà del “pirla”, ”bugiardo”, “falso”, “stupido”, “incompetente”, “vile”, e “vigliacco” in “malafede” perché ho osato ricordare che Daria Bignardi aveva promesso di trasmettere l’intervista, a suo tempo censurata, a Beatrice Borromeo e a Vauro, prima della fine del ciclo dell’“Era glaciale” e si è poi rimangiata la parola data. L’Era glaciale è finita venerdì sera, ma l’intervista censurata non è andata in onda nemmeno ora che le elezioni europee sono passate.
Scrive il poveretto che la censura è “stata una scelta del direttore di RaiDue, ovvero del suo stesso direttore di Anno Zero, che Travaglio non ha il fegato nemmeno di citare”. Insomma, io avrei “paura di fare accuse ad Antonio Marano, anche perché Marano lo prenderebbe a ceffoni… Di Marano, Travaglio non osa neanche fare il nome, ora che ha una poltrona in prima serata da tenersi stretta e il gessato che gli si addice”.

Questo pover’uomo ignora che sono stato il primo a denunciare la decisione di Marano di chiudere il programma di Massimo Fini, “Cyrano”, prima sull’Unità e poi nel primo capitolo del libro “Regime”. Ignora pure che un mese fa, quando Marano ordinò il taglio dell’intervista a Beatrice e a Vauro e la Bignardi servilmente si piegò alla censura, scrissi sull’Unità quanto segue: “Si attende da una settimana che la Commissione di Vigilanza e il Cda Rai, ma anche le ‘authority’ e i ‘comitati etici’ dicano qualcosa, una parola non di più, sulla censura subìta da Vauro e Beatrice Borromeo all’”Era glaciale” a opera del direttore Marano e nel silenzio della cosiddetta conduttrice Daria Bignardi. Che poi è la versione giornalistica di Lorena Bianchetti. In Spagna avrebbe qualche problemino, ma in Italia Daria Sbianchetti farà un carrierone”.

E’ la Bignardi, non certo io, a temere di contraddire Marano. E’ lei, non io, a temere per la sua comoda poltroncina. Io non vado in onda perché Marano mi abbia ingaggiato, strappandomi a suon di centinaia di migliaia di euro a La7: io vado in onda perché mi ha chiamato Santoro, che a sua volta va in onda grazie alle sentenze dei giudici di Roma, a dispetto dei vertici Rai che si sono opposti in ogni modo giudiziariamente al reintegro di Michele epurato dall’editto bulgaro. Marano non s’è mai permesso, in tre edizioni di Annozero, di censurare alcunchè: forse perché aveva di fronte un Santoro, non una Bignardi.

Questo omuncolo sostiene che mi sarei inventato la promessa della Bignardi di trasmettere l’intervista censurata nell’ultima puntata dell’”Era glaciale”, e fingerei di non sapere che “la par condicio termina con i ballottaggi”. Cito testualmente le parole della Bignardi: “Sempre che ancora vi interessi sentir parlare di Noemi eccetera, quel che è stato detto lo potrete sentire dopo le elezioni, quando sarà trasmessa, ma non aspettatevi chissà che. Io poi spero che avremo altro di cui discutere, dopo le elezioni. Ma non ci conto molto”. Siccome la Bignardi sapeva benissimo che il suo programma sarebbe finito il 12 giugno, l’unica puntata utile “dopo le elezioni” era appunto quella del 12 giugno, e il riferimento alle “elezioni” non poteva che riguardare le europee del 6-7 giugno. I ballottaggi infatti erano fissati per il 21, ben oltre la chiusura del suo programma. Non ho costretto io la Bignardi a mentire, promettendo una cosa che sapeva di non voler o di non poter fare. L’ha fatto lei, sua sponte.

Confermo, con buona pace del Sofri minore, che quella della “par condicio” elettorale e dell’assenza di “contraddittorio” era una penosa “scusa” per adeguarsi al diktat di Marano. Infatti la Bignardi ha intervistato, in periodo di par condicio, politici come il ministro Zaia e altri senz’alcun contraddittorio. Se poi si temeva che le frasi di Vauro e Beatrice su Berlusconi potessero turbare la campagna elettorale, quel timore (peraltro ridicolo) poteva valere per le elezioni europee in cui Berlusconi era candidato (peraltro ineleggibile), non certo per il referendum o per i ballottaggi delle amministrative, dove Berlusconi non è candidato.

Il poverino conclude: “Poi uno si chiede come abbia fatto (Travaglio) a perdere una querela da Cesare Previti”. Purtroppo gli sfugge la differenza fra una querela (ramo penale) e una causa per risarcimento danni (ramo civile). La prossima volta, prima di avventurarsi su terreni tanto impervi, questo piccolo analfabeta potrebbe rivolgersi a chi, in famiglia, di penale deve intendersi per forza.

A proposito di famiglia, dimenticavo: si sapeva che Luca Sofri è il marito di Daria Bignardi; ora sappiamo che è pure il suo Ghedini personale.
Marco Travaglio

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“Un numero televisivo che passerà agli annali”

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Donne in gamba

Monica Guerritore interpreta le parole di Veronica Lario.
Annozero, maggio 2009

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Censura, politica, elezioni

Beatrice Borromeo espone con vigore la sua versione sulla sospensione dell’intervento con Vauro all’Era Glaciale.

E poi una fortissima Bonino, all’Era Glaciale ieri (sono tre video).


Seconda parte
Terza parte

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L’Era Glaciale, un’altra censura a Raidue

«Io non sono mai stato un censore ma vedrete che stavolta voi due non andrete in onda». Detto, fatto. Antonio Marano, direttore di Raidue, ha «congelato» l’intervista rilasciata ieri sera da Vauro e Beatrice Borromeo a Daria Bignardi per L’Era Glaciale. Vauro e Borromeo erano stati chiamati per presentare il libro Italia Annozero scritto insieme a Marco Travaglio. Marano, al termine della registrazione, ha comunicato che «nonostante i ripetuti tentativi da parte della conduttrice Daria Bignardi di riportare il discorso sul libro, gli ospitihanno affrontato questioni politiche in un periodo di par condicio in assenza di contraddittorio ». «Era una presentazione di un libro e non la continuazione della puntata di ieri di AnnoZero » ha poi aggiunto Marano precisando che l’intervista andrà in onda dopole elezioni «in maniera integrale, senza tagli». Vauro, protagonista di un altro caso per le vignette sul terremoto, non vorrebbe commentare. «Di polemiche ne ho abbastanza – dice – In un’intervista si risponde alle domande ed è quello che ho fatto. Le domande erano sul libro e il libro contiene gli interventi e le vignette di tre anni di AnnoZero. Non si poteva non parlare della trasmissione ». «Né io, né Beatrice abbiamo sollecitato interviste – conclude il vignettista – Se la nostra intervista ha violato la par condicio credo che le unità di misura di questa regola siano molto opinabili». Beatrice Borromeo è sulla stessa lunghezza d’onda. «Mi sono limitata a rispondere a delle domande… – dice – Nello specifico, sul “caso Noemi”, ho precisato che le insinuazioni sono state fatte dalla moglie… A quel punto Daria Bignardi ha detto “mica ci troveremo di fronte al solito problema dell’informazione”… Ho replicato che alcune trasmissioni fanno un’informazione scadente e ho portato degli esempi». «Ho detto poi – continua – che in Rai ci sono state forti pressioni per esempio in occasione della puntata di AnnoZero sui preti pedofili». Qui il colpo di scena di Marano. «È stato molto aggressivo, mi ha insultata. Ha detto che in Rai non si fanno pressioni… Poi quella frase… “Io non sono un censore ma… “». Ma la censura è scattata. L’Unità 9 maggio 2009

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Italiani brava gente

Maroni ministro dell'Interno

«Li hanno mandati al massacro. Li uccideranno, uccideranno anche i loro bambini. Gli italiani non devono permettere tutto questo. In Libia ci hanno torturate, picchiate, stuprate, trattate come schiave per mesi. Meglio finire in fondo al mare. Morire nel deserto. Ma in Libia no» (La Repubblica, 8 maggio 2009)
Questo riferiscono le donne africane che a Lampedusa sono fortunosamente riuscite ad arrivare.
Dei 227 migranti rispediti ieri al mittente dal sanguinario ministro dell’Interno Maroni – in cerca di voti razzisti per le Europee – non si saprà più nulla.
Questo è il modo in cui la “brava gente” esercita la democrazia, non dissimile dalla raffica di mitra (anche quello italiano) sventagliata la settima scorsa sul parabrezza posteriore di un’auto, e che ha ucciso una bambina afgana colpevole di essere nata in un paese distrutto di suo e dai killer di Bush.
La Libia li ha rivoluti indietro i poveracci del barcone, sulla base di un misterioso accordo stretto tra il Colonnello Berlusconi e il Cavalier Gheddafi. Del resto il mistero avvolge tutte le migliori iniziative dell’ultimo dei premier: chi sia questo napoletano reticente babbo di Noemi e perché vanti una profonda amicizia col fondatore di Forza Italia non è dato sapere. Non vorremmo nel 2090 scoprire che Papi stava per Padrino, termine più siculo che campano ma una biondina appena maggiorenne può aver fatto un po’ di confusione.
Per restare alle perle del linguaggio, una breve riflessione sulla battuta ficcante pronunciata innumerevoli volte ieri sera ad Annozero dall’avvocato Adenoidi Ghedini: “Ma va là! Ma dai” (testuale). Sintetica, ricca di rimandi e possibili interpretazioni, sagacemente trasgressiva quando indirizzata a soggetti cui per il resto ci si rivolge col “lei”, è il denso argomento che l’azzeccagarbugli del Nord-Est ha opposto alle parole della senatrice Bonino. La “sezione menopausa” (così Berlusconi definisce le over 50) osava dire che delle ossessioni sessuali del Presidente del Consiglio non se ne può più. Ma va là! Ma dai!

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