IL PASTICCIACCIO
DDL INTERCETTAZIONI
GLI SGAMBETTI DI NAPOLITANO AL GOVERNO
La Repubblica on line, 16 luglio 2009
A palazzo Chigi, ormai da giorni, non si fa che chiosare sulla sindrome del commissariamento, sugli interventi continui che fanno ombra o addirittura stoppano l’azione del governo. Berlusconi non ha mandato giù l’intervento di Napolitano “a gamba tesa” sul ddl intercettazioni, che ne ha determinato il rinvio. “Avremmo potuto approvarlo a fine mese, siamo stati costretti per colpa sua a rimandarlo a settembre. Ma state certi che a quel punto lo voteremo”. Con modifiche? “Lo stretto necessario”. E che dire della convocazione del governatore Mario Draghi sul Colle giusto alla vigilia della manovra economica? È stata giudicata come un’insopportabile ingerenza. E la scelta del giorno in cui rendere pubblica la lettera sulla sicurezza? A palazzo Chigi ne calcolano il timing: Napolitano aveva tempo fino al 30 luglio. Ha scelto d’intervenire giusto nel giorno in cui alla Camera si discuteva del contestano condono fiscale e del nuovo colpo di spugna sul falso in bilancio. L’effetto? Di fatto costringere il governo a fare marcia indietro.
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Sciopero dei giornalisti contro il ddl Alfano: il Consiglio nazionale decide la giornata del silenzio
FNSI 30/06/2009
I giornalisti si fermeranno nei prossimi giorni per una giornata di silenzio, il 14 luglio prossimo (con blocco però dell’attività nella carta stampata il 13), per contrastare il ddl Alfano sulle intercettazioni che introduce inaccettabili divieti al diritto di informazione sulle indagini e sulle inchieste giudiziarie
E’ la decisione del Consiglio Nazionale della Stampa Italiana riunito oggi a Roma, che ha approvato con 1 solo voto contrario e due astenuti la proposta della giornata di protesta di tutto il nostro giornalismo avanzata dal Segretario Generale Franco Siddi. La giornata di astensionedell’informazione, alla quale i giornalisti sono costretti dopo un anno di iniziative civili, diconfronto e di dibattito e denuncia per la libertà dell’informazione, senza censure e intimidazioni, è lo strumento con il quale si vuole marcare una volta di più l’ indignazione più ferma di fronte alle previsioni del ddl Alfan un bavaglio ai giornalisti e la sanzione (un danno economico) per gli editori al fine diimpedire di dar conto delle notizie sulle indagini giudiziarie negli organi d’informazione;la pesante limitazione del diritto dei cittadini a sapere o essere informati su fatti importanti per la loro vita. Non si sciopererà, quindi, per un aumento di stipendio ma per un aumento della libertà nel nostro Paese; una libertà che guarda ai cittadini, che pagherebbero ancora più di tutti a causa di un bene essenziale a loro parzialmente sottratto, mentre già pagano le distorsioni che gravano sul sistema per l’assenza di efficace normative antitrust e di pluralismo reale del mercato pubblicitario. I giornalisti sono, oggi, professionisti costretti alla frontiera (e ora alla protesta) per svolgere correttamente la loro funzione. Di fronte a tutto questo, i giornalisti sono per forza condotti a essere militanti di un solo valore, l’informazione libera”.
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Io oblio, tu taci, egli auspica
di Marco Travaglio
da L’UNITA’ 30 giugno 2009
Il Senato sta per approvare la legge bavaglio-guinzaglio per la cronaca giudiziaria e per le intercettazioni della magistratura. L’on. Carolina Lussana (Lega Nord) prepara il bavaglio anche per Internet, vietando di pubblicare persino le condanne dopo un po’ di anni in nome del “diritto all’oblio” (l’ideale, nel paese dei senza memoria). Il ministro Tremonti, dopo aver giurato “mai più condoni”, apparecchia l’ennesimo condono per i grandi evasori camuffato da ”scudo fiscale”, che poi è un’operazione di riciclaggio di Stato: chi ha accumulato soldi sporchi all’estero (perché guadagnati con traffici di droga, armi, persone o perché sottratti al fisco) potrà farli comodamente rientrare pagando una tassa del 4-6% anzichè del 45%. Così lo Stato farà concorrenza alle “lavanderie” criminali, che per 100 euro sporchi ne restituiscono 50-60 puliti (lo Stato, invece, ne restituirà 94-96). A Bari non passa giorno senza che emergano nuove porcherie nella Puttanopoli di Al Tappone e dei suoi amici papponi e/o spacciatori. Il premier, fra una escort e l’altra, partecipa a simpatiche cenette con giudici costituzionali che dovranno valutare la costituzionalità del Lodo Al Fano che gli regala l’impunità, alla presenza dello stesso Al Fano e del solito Letta. Il governo del malaffare affida i lavori per la prima “new town” nell’Abruzzo terremotato al socio di tre soci del mafioso don Vito Ciancimino. E nessuno dice niente. A parte il capo dello Stato, che comprende “le ragioni dell’informazione e della politica”, ma auspica “una tregua nelle polemiche fino al G8”. Che cos’è, uno scherzo?
30 giugno 2009
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IN SINTESI (da ALTALEX)
Chiunque rivela indebitamente notizie inerenti ad atti o a documentazione del procedimento penale coperti dal segreto, dei quali è venuto a conoscenza in ragione del proprio ufficio o servizio svolti in un procedimento penale, o ne agevola in qualsiasi modo la conoscenza, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.
E’ questa una delle novità previste dal disegno di legge in materia di intercettazioni telefoniche approvato dal Camera l’11 giugno 2009 ed ora all’esame del Senato.
Sono inoltre previste pene fino a tre anni per il giornalista che pubblica le intercettazioni con sanzione fino a 1.032 euro, nonchè sanzioni fino a 465 mila euro per l’editore.
In particolare, il provvedimento ha due punti di forza:
* arginare la diffusione incontrollata dei contenuti delle intercettazioni;
* ridimensionare gli oneri derivanti dalle operazioni di intercettazione.
Inoltre, secondo quanto richiesto anche dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, viene individuato dal disegno di legge un termine massimo per la durata delle intercettazioni, pari a 60 giorni.
Esclusi dalle nuove limitazioni sulle intercettazioni telefoniche soltanto alcuni reati specifici: mafia, terrorismo ed altri reati gravi.
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Seduta n. 186 di giovedì 11 giugno 2009 Resoconto stenografico
CAMERA DEI DEPUTATI (Votazione finale ed approvazione – A.C. 1415-A)
PRESIDENTE [Gianfranco Fini]. Passiamo alla votazione finale.
Avverto che il presidente del gruppo del Partito Democratico ha richiesto, ai sensi dell’articolo 51, comma 2, del Regolamento, che la votazione finale abbia luogo a scrutinio segreto.
Al riguardo, ricordo che il provvedimento non è stato contingentato al momento della prima iscrizione nel calendario dei lavori, il che significa che la Presidenza già in tale circostanza ne aveva valutato la secretabilità.
Inoltre, le questioni pregiudiziali riferite al provvedimento, la cui votazione, secondo prassi, ha luogo con le stesse modalità previste per il voto finale, sono state votate a scrutinio segreto.
Tale quadro non è stato alterato dall’approvazione dell’emendamento 1.1000 del Governo, che riproduce il testo licenziato dalla Commissione giustizia, integrato con talune proposte emendative già presentate per l’Assemblea.
Poiché il contenuto di queste ultime risulta per la maggior parte sottoponibile a scrutinio segreto, le parti nuove non sono tali da indurre a mutare giudizio sul contenuto del provvedimento nel suo complesso.
Pertanto la richiesta di votazione a scrutinio segreto può essere accolta dalla Presidenza.
Passiamo ai voti.
Indìco la votazione finale segreta, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge n. 1415-A, di cui si è testé concluso l’esame.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).
I colleghi hanno votato tutti? Onorevole Pollastrini? Onorevole Barbi? Onorevole Bellotti, ha votato? Hanno votato tutti?
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione:
«Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche» (1415-A):
Presenti 543
Votanti 542
Astenuti 1
Maggioranza 272
Voti favorevoli 318
Voti contrari 224
Prendo atto che il deputato Bianconi ha segnalato che non è riuscito a votare.
(La Camera approva – Vedi votazioni).
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La Camera approva il ddl intercettazioni. 17 voti dall’opposizione.
da IL CORRIERE DELLA SERA 11 giugno 2009
ROMA – La Camera dice sì al ddl sulle intercettazioni, dopo che il governo ha ottenuto la fiducia. I sì sono stati 318, 224 i no, un solo astenuto. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato. E si riaccendono le polemiche, magistrati e giornalisti in testa. Il presidente Napolitano, interpellati sull’argomento, ha chiesto tempo: «Mi riservo di esaminare il testo approvato dalla Camera, di seguire il successivo iter parlamentare e poi di prendere le decisioni che mi competono».
VOTO A SCRUTINIO SEGRETO – La votazione finale si è tenuta a scrutinio segreto: lo ha indicato il presidente della Camera Gianfranco Fini, spiegando che la richiesta è stata avanzata dal gruppo del Pd. Silvio Berlusconi è stato presente a tutta la seduta, accanto al ministro della Giustizia Angelino Alfano. «Ora chiederemo una rapida lettura da parte del Senato – ha assicurato il Guardasigilli -. Crediamo di aver prodotto un testo che dopo un anno di lavoro ha raggiunto un punto di equilibrio ragguardevole tra la tutela della privacy e delle indagini, l’articolo 15 e l’articolo 21 della Costituzione».
CARTELLI DELL’IDV: «VERGOGNA» – Dopo la lettura dei risultati del voto, in Aula è scoppiata la bagarre. Dai banchi dell’Italia dei Valori tuona la protesta e i deputati mostrano cartelli come «Libertà di informazione cancellata», «Vergogna», «Oggi è morta la libertà di informazione uccisa dall’arroganza del potere», «Pdl: protegge i delinquenti e ladri». Immediato l’intervento dei commessi, mentre il presidente Fini dichiarava sospesa la seduta. Dai banchi del centrodestra si è levato un coro: «Buffoni, buffoni!». Già prima un «testa vuota» era volato dai banchi della Lega, durante l’intervento del capogruppo Idv Massimo Donadi, che anche oggi ha usato parole di fuoco per bocciare il disegno di legge. «Gli insulti della Lega sono lo strumento per mascherare l’assoluta mancanza di argomenti nel giustificare il voto favorevole a un provvedimento criminogeno come la legge sulle intercettazioni – ha replicato Silvana Mura, deputata dell’Idv -. La Lega sa bene che sta tradendo i suoi elettori e rendendo lettera morta i provvedimenti sulla sicurezza di Maroni». Per il Carroccio parla il presidente dei deputati Roberto Cota: «La legge andava fatta perché ci sono abusi e sprechi da tanto tempo. Questo testo assicura l’uso delle intercettazioni come strumento di indagine, non pone alcun limite di utilizzo per i reati più gravi e garantisce i cittadini contro violazioni indebite della loro vita priva».
«VENTI VOTI DALL’OPPOSIZIONE» – Il ministro Alfano si è detto soddisfatto per l’esito del voto. «Abbiamo preso 20 in più dei nostri. Il voto segreto ci ha premiato, visto che nel computo dei voti a favore ci sono 20 voti in più rispetto a quelli della maggioranza. Significa che circa il 20% dell’opposizione condivide le nostre tesi». E il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto: «La Camera ha confermato la scelta del governo sulle intercettazioni anche con il concorso di un settore dell’opposizione. Questo allargamento della maggioranza è avvenuto perché anche in settori dell’opposizione c’era coscienza dell’insostenibilità di una situazione marcata da molte irregolarità e c’è stata anche una reazione di rigetto alla subalternità del Pd alla linea truculenta e forcaiola dell’Idv». Dai tabulati risulta che all’opposizione sono mancati 17 voti. Se tutti i deputati avessero votato compatti secondo le indicazioni dei gruppi e contando l’astensione del deputato delle Minoranze Karl Zeller, il provvedimento sarebbe dovuto passare con 301 sì e 242 no, a fronte degli effettivi 318 sì e 224 no.
PD: IMPOSSIBILE ANTITERRORISMO – Ma il Pd attacca. «Il ddl toglie alla magistratura uno dei più efficaci strumenti di indagine – dice la deputata Olga D’Antona -. Se questa legge fosse stata già in vigore gli arresti, avvenuti tra la scorsa notte e questa mattina nell’ambito dell’azione antiterrorismo, non sarebbero stati possibili. Mi auguro che al Senato ci possa essere un ripensamento». Dal mondo dell’informazione arriva un nuovo appello, dopo quello lanciato alla vigilia del voto alla Camera: «La Fieg e la Fnsi si uniscono ancora per rinnovare al Parlamento, ora in particolare al Senato, e a tutte le forze politiche l’appello a scongiurare l’introduzione nel nostro ordinamento di limitazioni ingiustificate al diritto di cronaca e di sanzioni sproporzionate a carico di giornalisti ed editori. Le previsioni del ddl approvato con ricorso al voto di fiducia violano il fondamentale diritto della libertà d’informazione»
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Partito Delinquenti Liberi
di Marco Travaglio
da L’UNITA’ 13 giugno 2009
Un paio di quiz alla portata di tutti, esclusi i deputati del Pdl e i 20 dell’opposizione che han votato la legge-bavaglio. 1) Oggi, quando si trova un morto ammazzato, o una ragazza stuprata, o un bimbo abusato, o quando scompare una persona rapita, e non si sa chi è stato, si indaga contro ignoti e si intercettano parenti, amici e conoscenti per scoprire il colpevole. Per farlo, basta sapere che un grave delitto è stato commesso («indizi di reato»). Con la nuova legge bisognerà prima scoprire il colpevole («evidenti indizi di colpevolezza»), poi si potrà iniziare a intercettarlo. Ma per scoprire il colpevole bisogna intercettare, dunque non si scoprirà mai il colpevole e non s’intercetterà più nessuno. Domanda: chi può aver ideato una legge del genere? a) Un fine umorista; b) un totale deficiente; c) il colpevole di cui sopra o un suo amico; d) un’allegra brigata di appartenenti alle categorie a, b, c. 2) Esaminate attentamente queste tre affermazioni: a) «Con questa legge non si rovinerà più la vita della gente» (soprattutto dei delinquenti); b) «Non avremo più intercettazioni illimitate nel tempo: adesso si andava avanti nella speranza di scoprire qualcosa» (così non si scoprirà più nulla); c) «Abbiamo fatto una nuova legge perché quella vecchia veniva violata» (come dire che, siccome è vietato uccidere ma si continua a farlo, bisogna riformare il reato di omicidio). Chi potrebbe mai esserne l’autore? a) un fine umorista; b) un totale deficiente; c) il colpevole di cui sopra o un suo amico; d) il ministro della Giustizia. Stavolta la domanda è a risposta plurima.
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Progetto di legge: 1415
“Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice e degli atti di indagine. Integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche” (1415). VEDI QUI
Stato iter: Approvato l’11 giugno 2009. Trasmesso al Senato
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DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO DAL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA (ALFANO)
ONOREVOLI DEPUTATI ! — Il presente disegno di legge contiene una nuova disciplina
delle intercettazioni disposte nel procedimento penale, rendendo inoltre più
rigorosi i divieti di pubblicazione degli atti, gli obblighi di astensione del giudice e i
casi di sostituzione del pubblico ministero. L’intervento normativo contempera le
necessità investigative con il diritto dei cittadini a vedere tutelata la loro riservatezza,
soprattutto quando estranei al procedimento… LEGGI TUTTO


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