IL PASTICCIACCIO
G8 Genova 2001
Haidi Giuliani: «Questa non è una sentenza, è una vendetta»
GENOVA
Condannati più che dimezzati (soprattutto per effetto della prescrizione) ma con pene più severe al processo d’appello a 25 manifestanti accusati di avere devastato e saccheggiato Genova durante il G8 del luglio 2001. La seconda sezione della Corte d’Appello ha inflitto complessivamente 98 anni e 9 mesi di reclusione contro i 108 del primo grado. Sono stati 10 i condannati, mentre ai 15 tra assolti e prescritti è stata riconosciuta l’attenuante di avere reagito alla carica illegittima dei carabinieri, durante il corteo in via Tolemaide. La legittima difesa delle tute bianche era stata dichiarata anche in primo grado.
Il sostituto procuratore generale, Ezio Castaldi, aveva chiesto lo scorso 4 giugno condanne per complessivi 225 anni di carcere, la stessa richiesta formulata in primo grado dai pm Anna Canepa e Andrea Canciani. Il collegio giudicante – presieduto da Maria Rosaria D’Angelo, giudici a latere Paolo Gallizia e Massimo Cappello – ha letto la sentenza dopo due ore e mezzo di camera di consiglio. Composta, anche se rassegnata, la reazione in aula delle persone che hanno assistito alla lettura. «Hanno trovato i veri colpevoli di quello che è successo durante il G8. Dopo l’assoluzione di De Gennaro – ha commentato ironicamente l’avvocato Laura Tartarini – e le altre sentenze a favore dei vertici delle forze dell’ordine, finalmente ecco i veri colpevoli».
Proprio due giorni fa, si è infatti concluso con la doppia assoluzione il processo in rito abbreviato che vedeva imputati l’ex capo della polizia De Gennaro e l’ex dirigente della Digos di Genova, Spartaco Mortola, accusati di avere indotto alla falsa testimonianza l’ex questore Francesco Colucci, durante il processo per l’irruzione alla Diaz. Per i dieci imputati accusati di devastazione e saccheggio, gli appartenenti al cosiddetto Blocco Nero secondo l’accusa, le pene sono state tutte aumentate. La più severa è stata inflitta a Francesco Puglisi, che dai 10 anni e sei mesi in primo grado è passato a 15 anni di reclusione.
E poi Vincenzo Vecchi (da 10 anni e 6 mesi a 13 anni); Marina Cugnaschi (da 11 anni a 12 anni e 3 mesi); Alberto Funaro (da 9 anni a 10 anni); Carlo Arculeo (da 7 anni e 6 mesi a 8 anni); Luca Finotti (da 10 anni a 10 anni e 9 mesi); Antonino Valguarnera (da 7 anni e 8 mesi a 8 anni); Carlo Cuccomarino (da 7 anni e 10 mesi a 8 anni); Dario Ursino (da 6 anni e 6 mesi a 7 anni); Ines Morasca (da 6 anni a 6 anni e 6 mesi). È stato prosciolto dalle accuse, per via della prescrizione, anche Massimiliano Monai, condannato a 5 anni in primo grado. Monai, barista genovese, è il manifestante immortalato con una trave in mano mentre colpiva il Defender dei carabinieri in piazza Alimonda, dove il 20 luglio 2001 morì Carlo Giuliani.
Confermata l’assoluzione per l’unica imputata prosciolta anche in primo grado: Nadia Sanna, che secondo i magistrati non ha commesso il fatto. È stato proprio Giuliano Giuliani, padre di Carlo a dare il commento più amaro alla sentenza: «Queste pene non le danno nemmeno agli assassini. Nemmeno agli assassini», ha ripetuto a ogni nome letto dal presidente della Corte. E la madre di Carlo, Haidi Giuliani, ha commentato «questa non è una sentenza, è una vendetta». Infine, la Corte ha condannato i dieci al pagamento di 23 mila euro per le spese legali alle parti civili costituite: la Banca Carige (l’agenzia 84 di piazza Tommaseo, presa di mira da un gruppo di manifestanti riconducibili al blocco nero), Filippo Cavataio (il carabiniere alla guida del Defender dal quale Mario Placanica sparò uccedendo Giuliani), i ministeri degli Interni e della Difesa, e infine la presidenza del Consiglio che chiese il risarcimento per i danni all’immagine subiti dallo Stato per le devastazioni. I legali dei manifestanti condannati oggi hanno già dichiarato che ricorreranno in Cassazione. Ma se anche il terzo grado di giudizio dovesse confermare quanto stabilito dai magistrati di Genova, per i 10 si apriranno le porte del carcere.
LA STAMPA 9/10/2009
***
ASSOLTO DE GENNARO
AI BLACK BLOCK PENE PESANTISSIME
Genova, 9 ott. (Apcom) – Dieci condanne e quindici tra assoluzioni e prescrizioni: è quanto stabilito dai giudici della corte d’Appello di Genova nell’ambito del processo a carico di 25 dimostranti accusati di devastazione e saccheggio durante le manifestazioni del G8 del 2001 a Genova. La pena più alta, 15 anni di reclusione, è stata comminata nei confronti di Francesco Puglisi, condannato in primo grado a 10 anni e 6 mesi di reclusione. Pene severe anche per Vincenzo Vecchi, condannato a 13 anni, Marina Cugnaschi a 12 anni e 3 mesi, Luca Finotti a 10 e 9 mesi e Alberto Funaro a 10 anni. Pene leggermente più lievi per Carlo Aculeo, Antonino Valguarnera e Carlo Cuccomarino, condannati ad 8 anni di reclusione e per Dario Ursino e Ines Morasca, che dovranno scontare rispettivamente 7 anni e 6 anni e 6 mesi di carcere. Pene aumentate dunque per i dieci manifestanti condannati, mano morbida invece nei confronti dei giovani che si trovarono coinvolti negli scontri del 20 luglio in via Tolemaide, causati, secondo i giudici, da una carica “illegittima” dei carabinieri. “Condanne abnormi”: questo il commento dell’avvocato Laura Tartarini, che difende alcuni dei manifestanti accusati di devastazione e saccheggio. Complessivamente si tratta di 98 anni e 9 mesi di reclusione. “Non sono abituata a criticare così aspramente le sentenze -ha spiegato Tartarini- ma il fatto che nella stessa settimana siano stati assolti i vertici della polizia e condannati i manifestanti, con pene in alcuni casi comparabili al reato di omicidio, fa pensare che per giudicare i fatti di Genova i giudici abbiano usato due pesi e due misure”. Due giorni fa sono stati assolti per non aver commesso il fatto l’ex capo della Polizia Gianni De Gennaro e l’ex dirigente della Digos di Genova Spartaco Mortola accusati di aver indotto alla falsa testimonianza l’ex questore di Genova Francesco Colucci riguardo all’irruzione della Polizia nella scuola Diaz a Genova durante il G8 del 2001. L’ex questore Colucci invece è stato rinviato a giudizio. I pm Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini avevano chiesto due anni di reclusione per De Gennaro e un anno e quattro mesi per Mortola. Laura Tartarini, che era anche avvocato di parte civile nel processo come legale di una delle persone picchiate e arrestate durante l’irruzione alla Diaz, aveva allora detto “non si capisce dove, come e perchè il questore abbia deciso di fare una falsa testimonianza senza essere indotto” ricordando che “ci sono intercettazioni telefoniche dove Mortola istruisce Colucci; come il giudice possa aver ritenuto che non ci fossero le prove di induzione alla falsa testimonianza lo scopriremo nelle motivazioni”. APCom
***
CHIESTI DUE ANNI PER DE GENNARO
IL MATTINO DI PADOVA – 2 luglio 2009
ROMA. Avrebbe fatto pressioni sull’ex questore di Genova Francesco Colucci perché non lo coinvolgesse nell’inchiesta sull’irruzione fatta dalla polizia alla scuola Diaz durante il G8 del 2001 a Genova. Per questo ieri, durante l’udienza del processo in corso nel capoluogo ligure, il pubblico ministero Enrico Zucca ha chiesto per l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro una condanna a due anni di carcere e a un anno e quattro mesi per l’ex funzionario della Digos genovese Spartaco Mottola. Con la requisitoria del pm, si avvia verso la conclusione il processo con rito abbreviato nei confronti dei due funzionari di polizia accusati di istigazione alla falsa testimonianza. Le arringhe della difesa sono previste per il prossimo 15 luglio. La richiesta di condanna era attesa. Mercoledì, nel corso della sua arringa, era spettato all’altro pubblico ministero del processo, Franco Cardona Albini, spiegare le motivazioni dell’accusa. Il magistrato ha letto le intercettazioni telefoniche di Mortola e Colucci dalle quali, secondo l’accusa, si capirebbe come i due funzionari si sarebbero messi d’accordo per non coinvolgere De Gennaro – oggi direttore del Dipartimento per le informazioni per la sicurezza – nel processo per le violenze compiute dalla polizia alla Diaz. Lo stesso Colucci in un primo interrogatorio aveva inizialmente ammesso un coinvolgimento dell’ex capo della polizia, in seguito smentito durante il dibattimento. In particolare l’ex questore aveva detto che De Gennaro gli aveva chiesto di avvertire il suo responsabile per le pubbliche relazioni, Roberto Sgalla, e di inviarlo alla Diaz. Fatto che per gli inquirenti dimostrerebbe come i vertici della polizia fossero a conoscenza di quanto era accaduto nella scuola in cui si trovavano i no global. Versione che però Colucci ha cambiato una volta in aula, quando affermò di essere stato lui a chiamare Sgalla. L’intercettazione si colloca proprio nel mezzo delle due versioni fornite da Colucci. Nella telefonata l’ex questore, parlando con Mottola, dice: «Ho parlato con il capo. Devo fare marcia indietro», dove «il capo» in questione sarebbe per l’accusa De Gennaro. Adesso la parola passa alla difesa. Carlo Rosso
***
RADIO ONDA D’URTO 01 Lug. Ore: 19.48
CHIESTI 2 ANNI PER ISTIGAZIONE ALLA FALSA TESTIMONIANZA PER L’EX CAPO DELLA POLIZIA.
Due anni di reclusione per l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro; un anno e quattro mesi per l’ex dirigente della digos di Genova, Spartaco Mortola. Queste le richieste del pm Enrico Zucca al termine della requisitoria al processo per istigazione alla falsa testimonianza. Secondo l’accusa, De Gennaro e Mortola avrebbero fatto pressioni sull’ex questore Francesco Colucci affinche’ mentisse nel processo per la sanguinaria irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. La sentenza e’ prevista per settembre. Il commento di Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa Social Forum nell’estate di otto anni fa: radio-onda-durto-bs-diaz
***
Processi per il G8 di Genova 2001
Amnesty International Rapporto 2008
A luglio 2008, il tribunale di Genova ha condannato in primo grado 15 persone, tra cui agenti di polizia penitenziaria e medici, per le violenze contro i manifestanti detenuti nella caserma di Bolzaneto a luglio 2001. Nelle motivazioni, il tribunale chiarisce che le “condotte inumane e degradanti” compiute a Bolzaneto “avrebbero potuto senza dubbio ricomprendersi nella nozione di ‘tortura‘ adottata nelle convenzioni internazionali”, ma devono essere fatte rientrare, ai fini della condanna, in reati minori quali l’abuso d’ufficio, a causa della mancanza del reato specifico nel codice penale. A novembre 2008, lo stesso tribunale ha condannato in primo grado 13 agenti di polizia per le violenze commesse contro i manifestanti alloggiati presso la scuola Armando Diaz, per calunnia e per fabbricazione di prove false. È improbabile che i funzionari e gli agenti imputati sconteranno le condanne, a causa dell’intervento della prescrizione. In questi anni la ricerca della verità non è stata agevolata dalle istituzioni coinvolte, né nell’ambito dei processi, né attraverso l’istituzione di strumenti di monitoraggio, quali una commissione indipendente o di una commissione parlamentare d’inchiesta.
Sintesi delle dichiarazioni delle parti lese G8 Genova 2001
Simona Mammano
Assalto alla Diaz.
L’irruzione ricostruita attraverso le voci del processo di Genova
Nuovi Equilibri 2009, 196 p.
Prezzo € 14,00
Questo libro parla con le voci di chi si trovava dentro la scuola Diaz di Genova la notte del 21 luglio 2001: manifestanti e poliziotti. Voci che hanno scandito mesi di udienze in un’aula di giustizia, raccontando la stessa vicenda da più punti di vista, da fronti opposti, con versioni discordanti. Ma voci che ricostruiscono, al di là della sentenza finale, l’esplosione di una “macelleria messicana” spacciandola per una “colluttazione unilaterale”.


ULTIMI COMMENTI