IL PASTICCIACCIO
Carlo Emilio Gadda
18 agosto 1915: Edolo
“Il bollettino del Ministero della Guerra del giorno 5 agosto 1915 mi nominava dietro mia richiesta del 27 marzo u.s., sottotenente nella milizia territoriale, arma di fanteria con destinazione al 5° Alpini. – Il comando reggimentale di Milano a cui mi presentai il 17 agosto mi destinò al Magazzino di Edolo. – Il 18 sera ero a Edolo, dopo aver prestato il giuramento a Milano. – Presi alloggio all’albergo Derna, dove sono tuttora, e cominciai tosto il servizio, o più precisamente l’istruzione. Già avevo prestato servizio militare in fanteria, a Parma: dove prestai servizio come soldato semplice nel 1° regg.to Granatieri, dal 13 giugno fino alla nomina.”
Edolo, 24 agosto 1915 C.E. Gadda – Giornale di Campagna
Mosconi, suini e streghe
“…….Si sa, gli uomini….. sono uno più porcello dell’altro……….
Si riferiva a un’epoca eroica, se vogliamo qualificarla per tale, e rigurgitante di schiaffi, in cui gli uomini erano più precisamente dei suini e abbadavano tuttodì dietro a femmine, inseguendone magari per via. Oggi, se Dio vuole, un cotale malvezzo va fortunatamente scemando, o addirittura estinguendosi di giorno in giorno; con gran vantaggio del nostro decoro di bipedi e non più maialoni.
Ero proprio come te, come te oggi e con più mosconi addosso che un fico…. ho però avuto la fortuna di incontrarmi in un uomo, il mio povero Carlo….. e inspirò l’aria della soddisfazione: del decoro e dell’orgoglio. Ma dagli altri!… dalle altre!…. Dio , Dio! se ci penso!….
Ecco… Credo che se esiste veramente un Dio, come predicano tutti i vostri preti (disse proprio i vostri ) con una impertinenza irritata: impallidì, nel disdegno: la sua voce pervenne a un’acutezza stridente, ràbida, come per un attacco d’isteria….. se è proprio vero che c’è, sto Dio, ma poi vorrei vederlo all’atto, che cosa è buono di fare…. se esiste…..quella brutta strega dovrebbe proprio calcarla giù nel suo Inferno…. nel più profondo dell’inferno…. giù giù in fondo! strega!…. a brusà insu la gratiroéula…. dalla mattina alla sera….”……
Carlo Emilio Gadda, L’Adalgisa – disegni milanesi
Psico-fiche
“…. costoro non la perdonano a cui ragiona infino al termine, e dice certe cose e repudiano chi conosce e chi denuncia il il malestro o più il malefizio, non chi l’ha premeditato e posto ad atto. Colpa non perdonata del genere umano, il quale non odia mai tanto chi fa male, né il male stesso, quanto chi lo nomina.
“E’ ovvio che l’aspirante tiranno si volga preferentemente agli omini…….Senonché il Poffarbacco si preoccupò de le femmine. La sua esibita ed esibenda maschilità, sovreccitata da stimolo insano lo sospingeva a rivolgersi ancora alle femine che lo incupivano nel desiderio. Le femine, per converso, trovarono ch’egli era il mastio dei masti. Grate sempre a chi di loro si occupa o fa le viste occuparsi.
La carenza di facoltà critiche, l’assoluta incapacità di documentarsi criticamente, che è propria di certe donne oltreché di moltissimi uomini, lasciò aperto il ricettacolo delle loro psico-fiche riceventi…………..”
Carlo Emilio Gadda, Eros e Priapo
Ville e villette
“Di ville, di ville; di villette otto locali doppi servissi di principesche ville locali quaranta ampio terrazzo sui laghi veduta panoramica sul Serruchon – orto, frutteto, garage, portineria, tennis, acqua potabile, vasca pozzonero oltre settecento ettolitri – esposte mezzogiorno o ponente o levante o levante-mezzogiorno o mezzogiorno-ponente protette d’olmi o d’antique ombre dei faggi….. Della gran parte di quelle ville quando venivan fuori più “civettuole” che mai dalle robinie o dal ridondante fogliame del banzavòis come da un bananeto delle Canarie, si sarebbe proprio potuto affermare, in caso di bisogno, e ad essere uno scrittore in gamba, che “occhieggiavano di tra il verziere dei colli”.
Carlo Emilio Gadda L’Adalgisa – disegni milanesi
Nonne
Non c’erano lì, ma a casa loro c’erano, esistevano, perduravano – lì si facevan manifeste ne’ rami, negli infiniti pennacoli nepotili – diciannove bisnonne ottantaquattrenni, ma ancora in gamba per una quindicina.
Carlo Emilio Gadda, Un “concerto” di centoventi professori


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