Dopo sedici anni le indagini sul caso Ilaria Alpi potrebbero dover ripartire da capo. Almeno sentendo le testimonianze emerse al sedicesimo Premio Ilaria Alpi, in corso in questi giorni a Riccione. La giornalista Rai, assassinata a Mogadiscio nel 1994 insieme al collega Miran Hrovatin mentre indagava su traffici d’armi e rifiuti tossici, non sarebbe stata uccisa da Hashi Omar Hassan, l’uomo che sta scontando una condanna a ventisei anni per il delitto. Il suo accusatore, Ali Rage Hamed, meglio noto come Jelle, che con la sua testimonianza lo ha mandato in carcere con l’accusa di aver partecipato al commando omicida, avrebbe mentito.
A rivelarlo è l’avvocato Douglas Douale, difensore del giovane somalo in carcere ormai da undici anni. “Jelle mi ha telefonato e mi ha confessato di aver mentito”, ha raccontato ieri sera Douale in una registrazione raccolta dal giornalista del Tg3 Roberto Scardova. “Mi ha confessato che aveva bisogno di soldi, e che è stato pagato da un’autorità italiana perché accusasse Hashi Omar Hassan”. ilariaalpi.it
Vedi anche:
- 1994 di Grimaldi e Scalettari, Chiarelettere
- Riccardo Bocca, Le navi della vergogna, Bur


ULTIMI COMMENTI