Firma sotto scacco

Salva-liste, sul via libera di Napolitano ombre e minacce di B.

“Se ti metti di traverso sei finito” avrebbe urlato Berlusconi.

Il Fatto Quotidiano, martedì 9 marzo 2010

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Colpo di Stato

Dal Blog di Beppe Grillo, domenica 7 marzo

“Da oggi inizia una nuova Resistenza, L’Italia non è proprietà privata di questi scalzacani. Questa legge porcata è in un certo senso un bene. Ora è chiaro che il Paese si divide in golpisti e in democratici.  Loro e noi. Loro non si arrenderanno mai. Noi neppure.”

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LA NOTIZIA IMPORTANTE

da La Repubblica, sabato 6 marzo:

“La sfida di Carla Bruni alla cena di Stato senza il reggiseno. La première dame beffa il protocollo.”

Ohibò!

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Preti pedofili al Domspatzen

Germania - Nessuna accusa, ma Georg Ratzinger lo ha diretto per 29 anni.

“Non voglio dire niente su questo tema. Non sono a conoscenza di alcun caso di abusi sessuali”. Georg Ratzinger sui casi di pedofilia denunciati nel coro dei ragazzi di Ratisbona di cui il fratello del papa era direttore.

il manifesto, sabato 6 marzo 2010

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Pasolini inedito

Dell’Utri fa marcia indietro. Il senatore ammette di non avere il capitolo “Lampi sull’Eni”. Vacis: “Se ce l’avesse dovrebbe spiegare come è arrivato a lui”.

Ma quali scottanti informazioni conteneva il prezioso capitolo 21 di Petrolio? E’ proprio questo l’argomento di centro del nuovo lavoro di Vacis: Il signore del Cane Nero in questi giorni allo Stabile di Torino. Un lavoro approfondito sulle 600 pagine di Petrolio. “Questa è una delle tante pagine misteriose del nostro Paese - spiega Vacis -. Mattei fu uno degli uomini più potenti e importanti del Paese e Pasolini fu una delle teste più lucide. Mattei non era un santo, ma non era un corrotto, cosa non da poco per noi di questa epoca così abituata a dividere gli eroi e i santi dai corrotti. Mattei ne fece di tutti i colori, ma con un progetto al servizio del Paese”. E anche per il regista le morti di Mattei e di Pasolini potrebbero essere legate da un filo rosso. L’autore di Accattone in quei tempi stava indagando sulla morte di Mattei.

L’Unità, venerdì 5 marzo 2010

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La “banda” larga

“Ora non bisognerebbe fare del moralismo in casi come questi. Ma se poi nello stesso giorno in cui il procuratore Grasso lancia il lamento sulla strage della legalità, Luca di Montezemolo, presidente della Fiat che si è diviso dieci milioni di euro con Sergio Marchionne nel 2009 perché ha raggiunto gli obiettivi di bilancio, parla di lotta titanica alla corruzione che esiste perché la politica non ha fatto le riforme, allora qualche domanda si impone. La politica è mancata e ha le sue colpe, ma le imprese cosa hanno fatto? Dov’era Montezemolo quando bisognava battere la corruzione? Se Fastweb e Telecom sono colpite da accuse così gravi, la responsabilità è della politica che non ha fatto le riforme? Possibile, ma c’è molto altro. Montezemolo ha sbagliato il giorno per fare la lezioncina del moralizzatore.”

Rinaldo Gianola vicedirettore dell’Unità, 24 febbraio 2010

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B. auspica tolleranza con il traffico di belle ragazze

Con sorpresa mi scopro ancora capace di provare stupore e indignazione per le parole di Silvio Berlusconi. Non si tratta mica della solita battutina maschilista di cattivo gusto a cui siamo ormai (ahimé) abituati. È addirittura parecchio più grave, secondo me, che dare della “zoccola” a una ministra. Vista in video, con le sue risatine del cazzo che distraggono, può passare in osservata; trascritta fa più impressione:

Berisha: “Non voglia[mo?] che i flussi dei traffici criminali vengano verso l’Italia. No.”
Berlusconi: “Io direi: beh, facciamo qualche eccezione con le belle ragazze…”

Se si fosse parlato di immigrazione clandestina, del tipo “non vogliamo che albanesi entrino clandestinamente in Italia”, e lui avesse detto “beh, facciamo un’eccezione per le belle ragazze”, allora potremmo concedergli il beneficio del dubbio e considerarla come la solita battuta maschilista: chiudiamo un occhio con le belle ragazze che entrano clandestinamente in Italia, mentre i poveri disgraziati o le povere disgraziate (non attraenti o al di sopra dei 18 anni) li buttiamo fuori a calci in culo: sessista, infelice battuta ma niente più.

Invece no: Berisha parlava di traffici criminali. E a Silvio, al sentir parlare di traffici criminali, la prima cosa che gli viene in mente non  è la droga, non sono le armi, né il denaro sporco, no: lui pensa subito alle belle ragazze. E lancia un messaggio piuttosto esplicito: tolleranza di fronte alla tratta delle bianche, sempre che oltre che bianche siano anche alte, bionde e con gli occhi azzurri.

Se io fossi Berisha, gli avrei dichiarato guerra all’istante, in diretta televisiva.

Ma forse sono io che sono malizioso: forse Silvio voleva dire: chiudiamo un occhio con le belle ragazze albanesi che trafficano con droga, armi e denaro sporco….

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Bersani e BIABI ???!!!

bersani203

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Bingoooo!!!

Paola Binetti lascia il PD e approda all’UDC.

Il tormentone è finito. Paola Binetti ha infine deciso di uscire dal PD e di entrare nell’UDC, sulla scia dei compagni di cordata teodem Carra e Lusetti. La deputata ha lamentato di essersi sentita “un bersaglio” all’interno del PD, nel quale le sarebbe stato altresì negato “il diritto alla parola e alla rappresentanza dei valori cattolici”. Renata Polverini, candidata del centrodestra alla presidenza del Lazio, ha già chiesto a Binetti di candidarsi con lei alle prossime elezioni regionali.

Dalla newsletter dell’UAAR

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“Di Pietro, ripensaci”

di Marco Travaglio - Il Fatto Quotidiano, domenica 14 febbraio

“Solo chi non vuole o non può vedere quel che accade se ne resta asserragliato nella sua piccola trincea in attesa che passi ‘a nuttata blindandosi con improbabili legittimi impedimenti lodi e lodini e nuove immunità. Chi ha occhi per vedere, invece, dovrebbe prepararsi a raccogliere i cocci del pentolone che sta per saltare e a fornire un approdo di chi verosimilmente resterà presto senza punti di riferimento. Fino a una settimana fa, Di Pietro aveva più di una chance in questo senso. Poi se l’è giocata con l’operazione De Luca. I lettori e migliaia di cittadini della Rete continuano a chiedergli di tornare indietro, finché è in tempo. Ammettere di avere sbagliato è molto meglio che perseverare nell’errore.”

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